Perché La Tognazza è nella Guida Repubblica? Ce lo spiega Lara Loreti

Lara Loreti giornalista e curatrice della Guida ai sapori e piaceri di Repubblica ha scelto di inserire nella nuova edizione della guida della Toscana La Tognazza. Fieri del risultato, la motivazione di questa presenza ce la siamo fatta raccontare e ve la raccontiamo con un’intervista inversa… ovvero? GianMarco Tognazzi intervista Lara Loreti.

– Come hai conosciuto La Tognazza?

“Ilaria mi serve un’ora di permesso… anche due vai. Devo andare a pranzo con Gianmarco Tognazzi”. “Mmm, ma è sicuro che torni, vero?!” Comincia così, con quest’ironico scambio di battute con la mia capa nell’estate 2017, la conoscenza con “Gimbo” e la sua azienda vinicola La Tognazza. Tra noi c’era già stato un contatto telefonico: una lunga intervista pubblicata sul quotidiano Il Tirreno nell’agosto 2017 in cui avevo presentato il progetto di Gianmarco e Alessandro Capria di sbarcare con la loro azienda vinicola di Velletri in Toscana, nella zona del Chianti. Ma il primo incontro faccia a faccia con Gimbo ha avuto tutto un altro sapore rispetto a quello virtuale. Una degustazione dei vini della Tognazza in una location molto particolare: Forte dei Marmi, ristorante stellato sulla spiaggia (la versione estiva del Lux Lucis, regno dello chef Valentino Cassanelli). Piatti gourmet a base di pesce abbinati alle etichette firmate la Tognazza servite da Sokol Ndreko, direttore del ristorante, maître e pluripremiato sommelier. Niente male no? A organizzare l’incontro è stato l’amico in comune Mario Del Debbio, guru del vino in Versilia ma non solo. E’ stato lui a prendere accordi con Alessandro e a fissare l’appuntamento a pranzo per la degustazione. Alla fine al lavoro a Livorno, nell’ufficio centrale del quotidiano Il Tirreno del Gruppo Gedi, sono tornata dopo una pausa pranzo un po’ più lunga del solito, ma molto interessante”.

Quale idea ti sei fatta della nostra scelta produttiva?

“Mi ha da subito colpito l’idea dinamica che c’è dietro La Tognazza, questo progetto itinerante che poggia su una solida base storica – l’azienda di Velletri che volle il grande Ugo Tognazzi – ma che allo stesso tempo guarda avanti, mettendo radici anche altrove, in Toscana in primis, con l’ambizione di allargarsi ulteriormente in altre zone italiane. Così facendo, viene valorizzato il terroir, ma anche la storia che c’è dietro ciascuna etichetta, in uno scambio osmotico con cinema, emozioni, territori, sapori… Il tutto con la leggerezza e con l’immancabile ironia che caratterizza il mondo Tognazzi. Aneddoti legati all’affascinante storia di Ugo e del suo universo cinematografico, piccoli segreti, sfumature che si lasciano scoprire ettaro dopo ettaro, botte dopo botte, sorso dopo sorso”.

Cosa ti ha spinto a scegliere anche La Tognazza per la Guida ai Sapori e ai Piaceri di Repubblica?

“Il gusto tanto per cominciare. Ho trovato i vini della Tognazza intriganti nei profumi e nei sapori. Penso al calore di Antani, con le spezie del Syrah e l’abbraccio carnoso del Sangiovese; alla complessità del Conte Mascetti, con il suo blend di stampo bordolese, ai sentori rassicuranti di ciliegia e vaniglia del Casavecchia, e andando nel Lazio alle note tropicali e di fiori bianchi del Tapioco o ai poteri onirici del rosso Come se fosse, pronto a prenderti per mano e ad accompagnarti dove vuoi tu. Quando bevo i vini della Tognazza ho la sensazione di andare oltre il calice, di vivere un’esperienza non solo multisensoriale, ma anche visionaria. Merito della materia prima e delle tecniche di affinamento, ma anche e soprattutto della passione che traspare in ogni etichetta. Mi occupo di vino al livello toscano e nazionale da anni come sommelier e come giornalista, nel 2018 ho recensito circa 250 cantine, e il progetto di Tognazzi e Capria è molto diverso dagli altri che ho incontrato finora. Ha un qualcosa di particolare: le sue origini legate al cinema negli anni ’60, la sua evoluzione nel tempo sempre all’insegna dell’essere scanzonati, e poi il concetto di “wine creator” ideato da Gianmarco, la voglia di rompere le convenzioni e di presentarsi come gitani del vino”.

Il tuo vino Tognazza preferito?

“Adoro la Voglia Matta per la capacità seduttiva dello Chardonnay con la sua lunga nota di miele nel finale… E per quella etichetta-manifesto che credo riesca a catturare lo sguardo e a creare un alto livello di identificazione con quella parte di mondo femminile che ritiene che sensualità, curiosità, ricercatezza e intelletto viaggino sullo stesso binario”. 

Prossimi tuoi progetti?

“Da aprile 2018, dopo oltre 14 anni di Tirreno ed esperienze giornalistiche pregresse tra Roma, Toscana e Venezia, sto lavorando a Torino alla Stampa, nella redazione Gnn Glocal del Gruppo Gedi. Cosa vedo nel mio futuro? Ho intenzione di continuare a viaggiare, degustare, conoscere, scoprire… Di occuparmi di vino, di cinema e di ampliare le mie esperienze professionali legate al giornalismo di inchiesta. E poi come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribàcchi confaldina? Come antifurto, per esempio…”.

Lara Loreti